Come realizzare il tuo guardaroba sostenibile

Da qualche tempo si parla sempre più di sostenibilità,fortunatamente. Stiamo diventando sempre più consapevoli dei danni provocati dal fast fashion – o moda “ mordi e fuggi”, come amo chiamarla io.

Quando si parla di sostenibilità si è portati a pensare alla sostenibilità della manifattura dei  capi  che acquistiamo – provenienza materiali, metodi di tintura, manifattura etica – che è un aspetto importantissimo.

A monte però, c’è un aspetto che spesso non viene considerato, e cioè imparare a comprare meno e meglio.

Il primo passo che ognuno di noi ha il potere di fare è

  • imparare a fare acquisti consapevoli
  • diventare consapevoli di quale tipo di abbigliamento abbiamo bisogno per il nostro stile di vita
  • scegliere colori che ci piacciono e ci valorizzano
  • scegliere abbigliamento che esprima la nostra personalità.

Come acquistiamo

Tutti questi elementi sono le fondamenta per costruire il vostro guardaroba sostenibile, mi piace paragonarli  alle fondamenta nella costruzione di un palazzo: solo dopo aver costruito una base solida andremo a scegliere i colori per i pavimenti, i disegni delle porte e i materiali delle finestre,ecc.

Gli acquisti online, che oggi tutti facciamo, contribuiscono ad aumentare il numero dei capi che vanno al macero:la possibilità di ordinare i capi e di ritornarli senza costi aggiunti, permette di ordinare anche capi dei quali non siamo sicure, rassicurate dalla possibilità di restituirli senza spesa. Questo atteggiamento consente di  mettere in circolo  una quantità enorme di capi di abbigliamento che tornano al mittente e che , costando poco, vengono mandati in discarica, in quanto lavarli per rimetterli in vendita costerebbe di più, siamo arrivati a questo paradosso!

Accade anche che  i capi non possono  essere riciclati perchè prodotti con materiali sintetici che non possono essere rigenerati, le aziende del fast fashion che promuovono il ritiro dei vostri capi usati e menzionano la possibilità di riusarli , stanno mettendo in pratica una mera azione di marketing – denominato greenwashing –  perchè l’abbigliamento prodotto da dette aziende è spesso sintetico, oltre che di bassa qualità.

E’ importante fare queste riflessioni  quando acquistiamo online con facilità oppure quando ci sentiamo “ etici “ perchè portiamo nello store XY i nostri capi usati per acquistarne nuovi provenienti da una filiera che di etico non ha niente.

Da consumatore mi trovo anche io ad acquistare, di tanto in tanto, capi della fast fashion,  anche se nel corso degli anni i miei acquisti sono diventati mirati e molti dei miei capi d’abbigliamnto sono trasversali tra le stagioni: è uno degli aspetti del mio metodo che metto a disposizione delle  clienti.

Proprio perchè stiamo vivendo un momento storico particolare, è arrivato il momento di assumersi la responsabilità anche per gli automatismi indotti dai media; ognuno di noi ha il potere di migliorare le cose, riflettiamo sull’impatto che le tutte le nostre scelte hanno sull’ambiente.

I numeri della Moda

L’ industria della Moda è uno dei comparti più inquinanti al mondo, secondo solo al petrolio, voglio darvi solo alcuni numeri :

  • per realizzare una T-shirt vengono utilizzati 2700 litri di acqua,tanta quanta ne consuma una persona in 2 anni.
  • per realizzare un paio di jeans, vengono utilizzati 8000 litri di acqua
  • i capi di abbigliamento del fast fashion sono programmati per l’utilizzo “ usa e getta”, cioè per essere indossati poche volte ed essere buttati via. Ogni anno vengono buttati via tonnellate di vestiti, che spesso non possono neppure essere riciclati perchè prodotti in materiale sintetico
  • usando i capi di abbigliamento più a lungo , possiamo ridurre il consumo di acqua del 20-30%

Da qualche anno a questa parte siamo diventati più consapevoli di cosa si nasconde dietro ad una sciarpa che costa 5 euro e viene prodotta in Cambogia, tanto per fare un esempio. Grazie a movimenti internazionali come Fashion Revolution, che dopo il disastro provocato nel 2013 in Bangladesh con il crollo della palazzina in Rana Plaza che ha causato la morte a oltre 1000 persone, si è fatto portavoce attivo per denunciare, informare ed educare  i consumatori, con tante iniziative, se non lo conosci ti consiglio di seguirli.

Fashion Revolution  vuole essere il primo passo per la presa di coscienza di ciò che significa acquistare un capo d’abbigliamento, verso un futuro più etico e sostenibile per l’industria della moda, nel rispetto delle persone e dell’ambiente – commenta Marina Spadafora, coordinatrice del Fashion Revolution Day in Italia. –Scegliere cosa acquistiamo può creare il mondo che vogliamo: ognuno di noi ha il potere di cambiare le cose per il meglio e ogni momento è buono per iniziare a farlo”.

Come è possibile che una t-shirt costi come un panino? C’è qualcosa che non torna …

Prato  e il  distretto tessile

Vivo e lavoro a Prato, distretto tessile e manifatturiero d’eccellenza:  sapete che nella mia città negli anni 50 è nata la figura del “ cenciaiolo “ ? Venivano acquistati gli stracci a prezzi bassissimi e, attraverso una lavorazione particolare, veniva estratta la lana per essere  poi rigenerata. Il cenciaiolo sapeva riconoscere solo al contatto con le dita la composizione del capo, sembra incredibile ma era proprio così.

Con una velocità incredibile, il cenciaiolo divideva gli indumenti per pesantezza, composizione e colore; attraverso il processo produttivo venivano rigenerati e poi venduti, sia come filati che come tessuti.

Tant’è  che negli anni ‘60 il 70 % del tessuto cardato esportato in Europa proveniva da Prato!

Questa cultura del riciclo è stata ripresa anche da una giovane realtà pratese, Rifò, che ha utilizzato l’esperienza del distretto tessile pratese,rapportandola alle esigenze di oggi. Dal 2017 Rifò produce capi e accessori realizzati con fibre tessili rigenerate, un vero e proprio made in Italy 3.0. Raccoglie i vecchi indumenti di lana e cashmere, da qualche mese raccoglie anche i vecchi jeans, che vengono rigenerati e trasformati in pullover, scialli, ecc.

” Rifò produce capi e accessori di alta qualità, realizzati con fibre tessili rigenerate e rigenerabili. Con l’aiuto di artigiani locali trasformiamo i vecchi indumenti in un nuovo filato con il quale realizziamo a km 0 morbidi e soffici prodotti.”  Non è fantastico?

Quindi anche in questo momento storico difficile abbiamo la possibilità di trasformare la difficoltà in opportunità: non è semplice ma è possibile.

Soprattutto ognuno di noi ha la possibilità di vedere il proprio guardaroba con occhi diversi: sapete che durante le consulenze guardaroba porto in luce dei gioielli che le clienti non ricordavano più di avere? E questo avviene indipendentemente dal costo dei capi contenuti nell’armadio, possono essere i capi avuti in eredità dalla mamma o dalla zia oppure cuciti sapientemente dalle sarte vecchia maniera.

Talvolta sono sufficienti piccole modifiche, per adattarli alle caratteristiche della persona, e i capi ritrovano il loro splendore.

Tra l’altro ho sempre trovato  molto bella l’idea di dare nuova vita ad un capo, di interpretarlo in modo personale e, per esempio, creare contrasti con accessori attuali, in perfetto mix & match.

Come realizzare il tuo Guardaroba Sostenibile

Ti indico alcune dritte che ti aiuteranno a comprare meno e meglio e a costruire il tuo Guardaroba Sostenibile

  • diventa consapevole di cosa può funzionare per te per fisicità,colori,personalità e stile di vita. Ti può aiutare leggere la mia guida Oltre lo Stile che puoi scaricare  qui.
  • acquista capi di buona qualità, sia come tessuti che manifattura, privilegiando il Made in Italy: il nostro paese vanta una tradizione centenaria nel tessile e nella produzione di abbigliamento.
  • indossa capi che ti facciano “ sentire bene “, che ti appartengono come valori e personalità. Chi mi segue sa della mia battaglia contro i “ must have “ tanto sbandierati ma poco realistici. Magari per me un must del mio guardaroba è il tubino e per te che mi leggi il must è il giubbotto biker. Partiamo sempre da noi stesse e non da quello che ci viene proposto, impariamo a scegliere, sempre, è questa la vera libertà.
  • impara a realizzare la tua capsule guardaroba, ne ho parlato qui e ne parlo anche nella guida Oltre lo Stile: padroneggiando questo metodo farai un vero a proprio percorso di consapevolezza che ti permetterà di renderti conto che con pochi capi, corrispondenti alle tue esigenze ( fisicità,colori,personalità e stile di vita ) saprai sempre cosa indossare sentendoti a tuo agio.
  • pensa di acquistare capi vintage o second hand, con pochi euro riesci a portarti a casa capi/accessori  realizzati con materiali  belli e ben realizzati.
  • evita la tentazione dell’abbigliamento a buon mercato e degli acquisti d’impulso, ricorda che la qualità è sempre meglio della quantità.

Come individui abbiamo ogni giorno la facoltà di scegliere, di decidere cosa indossare, usiamola giorno per giorno per andare nella direzione che vogliamo: abbiamo il potere di fare una differenza positiva.

Se desideri il mio aiuto per orientarti nei meandri del tuo guardaroba, scrivimi, sarò felice di aiutarti.

 

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Leggi la mia guida “Oltre lo stile” (clicca qui)!

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